domenica 1 marzo 2015

Dopo il viaggio in Polonia e la visita al campo di concentramento di Auschwitz ho sentito il bisogno di buttare su carta quelle emozioni dolorose che inevitabilmente lasciano il segno. Con Marco Rizzo stiamo lavorando ad un reportage più completo sul nostro viaggio, ma intanto pubblico qui la mia personale esperienza ad Auschwitz.
Vorrei ringraziare gli amici dell'Istituto Polacco di Cultura di Roma che ci hanno invitato e reso possibile una delle esperienze migliori che abbia mai fatto in vita mia.
Chi volesse condividere o pubblicare il racconto, può farlo liberamente indicando l'autore.
Una buona lettura :

Reportage Auschwitz-Birkenau




mercoledì 8 ottobre 2014

" JAN KARSKI L'UOMO CHE SCOPRI' L'OLOCAUSTO " in Francia per Steinkis

E' con grande piacere che annuncio la pubblicazione di " JAN KARSKI L'UOMO CHE SCOPRI' L'OLOCAUSTO " in Francia per Steinkis.
Il fumetto sceneggiato da Marco Rizzo con gli splendidi colori che hanno accompagnato e migliorato il mio disegno, da parte di Chiara Arena, Claudio Naccari e Giulio Rincione e letterato dal nostro bravo " Norrin ", vedrà la luce nel paese d'oltralpe.

Ringrazio dunque il nostro nuovo editore che ha creduto nel progetto, ricordando che prossimamente il libro vedrà la luce anche in Polonia.


La pagina Steinkis che parla di Jan Karski l'uomo che scoprì l'Olocausto





martedì 29 luglio 2014

Il gennaio 2014 ha visto la luce " Jan Karski, l'uomo che scoprì  l'Olocausto" ultimo fumetto mio e del bravo Marco Rizzo ai testi per le edizioni Rizzoli / Lizard. 
Ai colori tre giovani esordienti : Chiara Arena, Claudio Naccari e Giulio Rincione, che come potete vedere dalle tavole sono molto promettenti.Il libro verrà inoltre pubblicato anche in Polonia, Spagna e Francia, noi ne siamo molto orgogliosi.
Il fumetto lo potete trovare in tutte le librerie,fumetterie e online.









giovedì 13 dicembre 2012

T-shirt d'autore!


Ho il piacere di presentarvi la mia ultima iniziativa in collaborazione con l'intraprendente e giovane azienda " Serifast " di Villafranca T., del bravo Valentino Castiglia. Potrete acquistare dei capi d'abbigliamento personalizzati dai miei disegni. Spero vi piacciano e sia vostra cosa gradita, magari per un regalo natalizio;) Ovviamente se voleste altri design, fatemi sapere. Chi fosse di Messina e nn potesse prenderle online, può contattarmi direttamente. Intanto date un occhio al negozio al link qui sotto e condividete please:) Qui in basso uno dei design..Aspetto vostri pareri!

lunedì 15 ottobre 2012

Il 4 novembre a Lucca Comics verrà presentato il mio ultimo libro scritto anche questo dal mio amico nonchè bravissimo sceneggiatore Marco Rizzo. Un libro illustrato stavolta ," L'invasione degli scarafaggi, la mafia spiegata ai bambini ", edito da Beccogiallo.
Qui sotto il link della nostra intervista, in cui parliamo del libro, e alcune immagini che spero vi piaceranno.
A presto!:)




giovedì 9 agosto 2012

Una delle due pagine uscite domenica 5 agosto su " La Lettura " del Corriere della Sera, sulla storia di Nino Agostino. Presto il pdf con i testi. La sceneggiatura del sempre più bravo Marco Rizzo.





lunedì 4 giugno 2012

TERREMOTO UN AIUTO DAL MONDO DEI FUMETTI

" È nata su internet l'idea di un'asta benefica per le vittime del Terremoto in Emilia di questi giorni. L'idea lanciata su Facebook da Alessio Fortunato  ha trovato il plauso di fumettisti, sceneggiatori, professionisti e non, semplici appassionati, collezionisti, proprietari di fumetterie, editori, critici e giornalisti. Insomma per una volta il mondo del fumetto si unisce e si fa in quattro per aiutare la gente che sta vivendo un vero incubo quotidiano. Qui trovate la pagina Facebook dell'evento e sopra una bella illustrazione di Carmine Giandomenico. "


Questo il post che ho letto ieri sera sul blog del compare Claudio Stassi...iniziativa che credo sia giusto appoggiare. Il mio contributo è questa pagina de " GLi ultimi giorni di Marco Pantani " mio e di Marco Rizzo edito da Rizzoli Lizard.
Un abbraccio a tutti gli amici dell' Emilia che stanno subendo questa disgrazia.










mercoledì 23 maggio 2012

23 MAGGIO...


Questo è uno dei motivi per cui sono orgoglioso di essere Siciliano. Penso, che di persone come Giovanni Falcone dovremmo celebrarne l'immortalità.. " Gli uomini passano, ma le loro idee continueranno ad esistere, camminando sulle gambe di altri uomini. " 

Grazie Giovanni!

venerdì 27 aprile 2012

" Que viva el Che Guevara " sbarca in Spagna ed in America Latina



Sono felice di mostrarvi la cover di " Che Guevara ", versione spagnola di " Que viva el Che Guevara " disegnato da me e scritto dal bravo Marco Rizzo, edito in Spagna ed in America Latina! dalla Panini Comics...Che dire? E' una grandissima emozione ed una gran bella soddisfazione. Ora speriamo solo che piaccia...!:)



Su questo link troverete alcune pagine provenienti da vari paesi che parlano del fumetto. 

domenica 11 marzo 2012

ARRESTATE JOSEPH KONY!

Questa è una di quelle vicende in cui il web può giocare un ruolo fondamentale. Se vi va, guardate il video per capire meglio di che si tratta. Nel frattempo sull' onda emotiva, ho buttato giù una pagina così per far capire più rapidamente (a chi già non lo sapesse ) di cosa stiamo parlando. Vale la pena, anzi dovreste dedicarci un attimo del vostro tempo. Sentitevi liberi di diffondere questa pagina senza problemi..!
E capite perchè dovreste chiedere l'arresto di uno sconosciuto da parte della giustizia internazionale.


domenica 19 febbraio 2012

Bene, vado via per un pò a cercare qualche nuova ispirazione..." La via è consacrata e la strada è maestra ". Intanto vi lascio due disegnini estemporanei fatti al volo e due riflessioni. Una buona vita a tutti.






Il dolore




Navigo per mari,
e onde,
a violenti sprazzi
mi bagnano il viso,
poi, calma l'acqua
mi accarezza.

Ed è vento ciò mi spinge,
che mi da forza,
ma sono vento quando decido la direzione,
ed anche se ignota
è la mia.

Il sale brucia come fuoco su di me
e cosa rimane, quando la pelle finisce,
cosa rimane sotto lo screzio delle onde,
quando guardo l'altissima profondità,
buia,
e lo specchio è li pronto
da sempre
a parlarmi, in silenzio.

La nostra vera natura
ci fa paura,
perchè nascosta,
tenuta a riparo da illusioni,
che non coltiviamo, nè realizziamo,
ma sosteniamo.

Dovremmo andar giù a fondo,
a cercare la nostra Atlantide,
il nostro Graal,
a sconferssare la morte,
ma ecco un attimo,
e tiriamo su la testa per una boccata d'ossigeno,
e cosi una vita.

Ho scoperto da una conchiglia riemersa,
che sul fondo si cela
la verità,
pura e semplice,
ed è una limpidità che terrorizza.

Ah, la verità
e lo screzio delle onde.




" La più grande storia d'amore promise venti spade che trafissero il cuore. Ma questo, continuò a sanguinare, rosso, pulsante, vivo e si chiese: " che strano dolore è in me, ma...sono davvero un male queste venti, fredde lame...? ".

lunedì 6 febbraio 2012

UNA PERICOLOSA INNOCENZA

 Le tavole, che se avrete voglia leggerete, hanno bisogno di una premessa. Qualche giorno fa, mi trovavo in un liceo di Angoulème in Francia, per parlare con dei giovani ragazzi della storia di Peppino Impastato che insieme a Marco Rizzo abbiamo raccontato a fumetti. Ovviamente parlammo della mafia, e di come la vivessimo ogni giorno quaggiù in Sicilia. Domande, curiosità e tanti luoghi comuni, come potete immaginare.

" Certo che potete venire in Sicilia, non vi sparano mica addosso come si vede nei fim , è tutto molto diverso da quello che vi raccontano ".

E' vero, oggi non si spara più, poi a Messina, si è sempre sparato pochissimo, a Messina, " la città babba "
non accade quasi mai nulla di rilevante, figuriamoci a Villafranca Tirrena, il paese in cui abito e in cui devo dire, si vive anche abbastanza bene.

Quasi 20 anni fa però, era il 1985, la piccola Graziella Campagna veniva barbaramente trucidata in quella che sembrava un'esecuzione mafiosa. Gli assassini Gerlando Alberti Jr e Giovanni Sutera, latitanti di Cosa Nostra nascosti proprio a Villafranca T, verrano successivamente scoperti e condannati all'ergastolo.

L'altro giorno, leggendo degli articoli, vengo a sapere della morte di Santo Sfameni, presunto boss del paese, uomo rispettato e di cui so poco, se non quello che si può appunto leggere sui quotidiani, e cioè che fu lui a presentare al sindaco e al maresciallo dell'epoca quelli che poi diverranno gli assassini della piccola Graziella.
Su questo nulla da dire, in fondo ci sono tanto di inchieste che hanno parlato del fatto, e se ci sarà da giudicare, cosa che non amo fare, non spetta certo a me.

La cosa che però fa riflettere, sono le parole del parroco Pelleriti  " fu un benefattore perchè aiutò la nostra comunità ", e la presenza dei politici locali, tra cui il vicesindaco De Marco ed i vigili urbani.
Tutto sotto l'indifferenza quasi totale del paese, anche forse per la paura di parlare di certe cose.
Mi chiedo con non poca emozione, come si sia potuto però dimenticare di Graziella Campagna, una bambina massacrata come un cane, di gente come padre Puglisi, Falcone e Borsellino a cui restano sterili celebrazioni, inutili targhe su vie o piazze, come l'obolo pagato da una coscienza addormentata, per continuare a dormire.
Credo dunque, sia doverosa una riflessione.

Mentre scrivo queste righe, il mio pensiero va a quei ragazzi francesi che hanno timore a venire qui da noi, che in fondo ci diciamo, sono solo vittime del pregiudizio, dell'ignoranza, e a quanto davvero non abbiano ragione a pensare certe cose di noi siciliani.

Perchè è vero che oggi non si spara per strada come nel " Padrino ", ma è altrettanto vero, che la nostra stessa dignità, la nostra profonda innocenza viene assassinata ugualmente, giorno dopo giorno.



mercoledì 1 febbraio 2012

" Cuoio "

Il mio caro amico Graziano Delorda presenta lo spettacolo " Cuoio " tratto dall'omonimo racconto contenuto nella " Serpe nera ". Il disegnino è un mio omaggi a Graz " Lord A " !





venerdì 30 dicembre 2011

Pagine e pagine..

Ecco qui una vecchia pagina per un altro progetto poi non andato a buon fine..peccato perchè la storia era figa..


venerdì 23 dicembre 2011

Pagine nuove!

Ecco qui un provino per una storia di guerra..molto divertente, peccato che a quanto pare non sia andato a buon fine. Visto che non posto tavole da un po beccatevi queste!:)






sabato 17 dicembre 2011

il Diritto al Delirio

Non so quanti di voi, ma immagino molti, probabilmente non confessandolo, ascoltano dentro di sè il cambiamento che in questo periodo è in corso. E non parlo delle scelte quotidiane, di quell'odiosa inutilità che potremmo definire anche solo accendendo la tv o leggendo i giornali. Banalità e assurdità che spingono l'uomo  di oggi ad uno svuotamento, ad " una pietrificazione meccanizzata " come disse Weber, e a cui rischiamo di incorrere giorno dopo giorno. Inutile nascondere che questo sapore agrodolce, dell'avere e dell'apparire come metro di qualità della vita, di menefreghismi, egoismi ed ottusa omertà del non voler sapere cosa accade qui accanto, in alcuni di noi, sta stanando il vero concetto di " Essere umano ". Questa insofferenza sempre più ridondante fa eco nei sogni, e ci lascia al risveglio quell'impressione, come di non essere ancora " svegli " in questa nostra realtà sempre più assurda ed inacettabile. 
Jung, disse che l'uomo non avrebbe accettato mai il nonsenso, e che sempre avrebbe cercato un motivo d'essere; io semplicemente penso che bisognerebbe Vivere per Vivere e non sopravvivere a questo maniera di interpretare la vita di oggi.  " Il diritto al delirio " di Eduardo Galeano che il mio amico Massimiliano mi ha passato è un urlo a tutto questo, al diritto di sognare , perchè cari miei, senza il sogno, senza una vera Sete che ci spinga oltre tutto,  ci mancherebbe il desiderio di trovare una Fonte che possa dissetarci e riempirci ,
e di noi non resterebbero che gusci vuoti...e consumati dal falso benessere di questo consumismo, saremmo ridotti ad essere solo ciò che possediamo.
 Mente e cuore sono entità distinte che devono e possono naturalmente convivere, e se pensate che non sia possibile, beh, la risposta è che questo " mondo degli uomini ", questa " era di Khali " oggi, è sbagliata, inadatta ed infine calcolata. Dunque tutto ciò ha un senso, ed è l'ambizione a cambiare le cose, ad una presa di coscienza di sè, di chi e cosa sia questa voce che ci sussurra dentro, nonostante gli occhi chiusi, nonostante le tenebre. Non smettete di sognare, di amare e di ricordare voi stessi, perchè la fuori è solo uno specchio di ciò vedrete in voi..se non vi piace, siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.
Oggi dedicate un momento al cielo, guardando il mare ed ascoltarvi...

 












venerdì 16 dicembre 2011

RECENSIONE DI UN LETTORE: si avvicina Natale ed arrivano i primi regali!





Quando arriva una recensione sono sempre molto felice ed incuriosito. Se poi arriva da un nostro lettore ancora meglio. Maria Rita Mastropaolo, dopo aver letto " Que viva el Che Guevara " mio e di Marco Rizzo , ci ringrazia a modo nel modo migliore, proprio con una bella recensione che ho deciso di pubblicare qui sotto:



È una storia di cui tutti conosciamo il finale: il protagonista muore. Niente lieto fine. Ma già il lettore se lo aspetta, è preparato all’ultima pagina quel tanto che basta per non rimanere stupito alla vista della pozza di sangue, rossa rossa, che macchia l’ultima tavola.
E allora perché scrivere e disegnare una storia di cui tutti conoscono il finale? Perché pochi conoscono come un guerrigliero, o meglio, la sua foto, sia diventata il simbolo di tante lotte, di tanti cortei, di tanti ideali ormai forse usurati dal tempo, dalle parole ripetute quasi meccanicamente, come se il megafono che si stringe tra le mani durante le manifestazioni in piazza non chiedesse altro.
La foto, - quella che troviamo riprodotta in mille modi, in mille oggetti, un’icona del nostro tempo - è stata scattata per caso, da un fotografo ipnotizzato dallo sguardo del Che durante i funerali di ottanta cubani uccisi: Alberto Korda in quell’istante ha consegnato al mondo uno dei ritratti più belli della storia della fotografia. Ha chiamato lo scatto “Guerrillero Heroico”: il titolo che conoscevo era “Che in the sky with the jacket”, l’avevo letto sul libro di storia contemporanea, chissà perché non l’abbiano citato con il suo vero nome e abbiano preferito il richiamo alla canzone dei Beatles. Feltrinelli decise bene di usarlo per la copertina del suo ennesimo successo editoriale, il Diario in Bolivia, con un’idea che si è rivelata vincente, sia perchè i lettori non si sono ancora oggi stancati di leggere questo libro, sia sul piano dell’assetto grafico: la foto ha fatto io giro del mondo, e il povero Korda non ci ha preso un soldo, ma è diventato famoso. Oggi Marco e Lelio ci raccontano la vicenda sotto forma di “romanzo”, ci mostrano come sono andate le cose tra tutti questi straordinari personaggi le cui vite, già di per sé complicate, si sono intrecciate grazie ad una foto: Ernesto Guevara, Alberto Korda, Giangiacomo Feltrinelli, Fidel Castro.
Cosa mi è piaciuto: i particolari, quelle cose piccole, minuscole, che una come me – che non legge fumetti – nota immediatamente, e le nota perché non è capace di colpi d’occhio generali sul disegno e sui baloons, ma si sofferma prima sulle parole, poi sull’immagine, o meglio, sui singoli elementi di ogni immagine, come se stesse leggendo una descrizione in un romanzo. E ho notato, ad esempio, nello studio di Feltrinelli, le copie de Il dottor Živago e del Gattopardo, simboli della rivoluzione che l’editore ha compiuto alla fine degli anni cinquanta nel mercato del libro in Italia.
Certe scene sembrano ispirate a “La sottile linea rossa”: pagina 16 mi ricorda proprio un frammento del film di Malick, non so se casualmente, quello in cui i soldati attraversano un fiume, bagnati fino alle ginocchia, con le armi in mano. E poi la splash page con la scena di guerriglia mi ha fatto subito ripensare alla famosa foto di Capa scattata durante la guerra civile spagnola, “Il miliziano morente”.
Belle tutte le inquadrature, ricchi di tensione i dialoghi, abilmente bilanciati con le parti narrative (giusto per non farmi sentire troppo la distanza con la forma-romanzo!), bella la ricostruzione del discorso all’ONU, bella la bandiera cubana illustrata, bella l’alternanza di chine e acquarelli, b/n e colori. Bello l’ultimo capitolo, con il parallelismo tra gli ultimi istanti di vita del Che e le lotte di ieri e di oggi che lo vedono in qualche modo ancora protagonista (come bandiera, simbolo, modello): belli Peppino e Rostagno, bella la primavera araba, belli soprattutto Claudio e Francesca.
Grazie di cuore per la storie belle, e vere, che ci raccontate.